Impatto della restrizione calorica e dell’attività fisica adattata in pazienti con cancro della mammella in fase preoperatoria

Impact of caloric restriction and weight lifting on breast cancer

OBIETTIVI GENERALI E SINTESI PROGETTO

Dai dati della letteratura emerge, attraverso osservazioni dirette e indirette, l’impatto della restrizione calorica sulla riduzione del rischio di recidiva e della aumentata efficacia delle terapie adiuvanti specialmente in pazienti trattati per tumori del colon e della mammella.
L’attivazione del cambiamento metabolico attraverso una restrizione calorica importante e l’attività fisica di resistenza sembrerebbe essere efficace e misurabile in tempi brevi.
Questo studio pilota parte dall’ipotesi che il tempo d’attesa per il trattamento dal momento della diagnosi (40/60 giorni) sia sufficiente a modificare alcune caratteristiche della lesione nel senso di riduzione delle dimensioni e dell'aggressività biologica.
Sono state fatte osservazioni occasionali su casi sporadici da parte di alcuni dei proponenti.
Questo studio pilota basato su un numero di pazienti limitato (non oltre 20 casi) ha lo scopo di verificare se esistano le basi per disegnare uno studio di maggiori proporzioni.

MATERIALI, METODI E RISULTATI ATTESI

La selezione delle pazienti sarà eseguita dai radiologi di screening che identificheranno casi di lesioni unifocali ben misurabili e di dimensioni comprese tra 13 e 30 mm palpabili.
Le pazienti saranno arruolate su base volontaria e con sottoscrizione del consenso informato e inviate dal posturologo per l’assegnazione di un programma di training individuale.
Sarà consegnato loro uno schema dietetico ipocalorico.
La compliance sarà valutata tramite diario sulla effettiva dieta seguita (quante deviazioni dalle prescrizioni) e dell'attività fisica.
Rispetto alla conduzione normale presso la Breast Unit saranno effettuati, come nei casi con indicazione alla terapia neoadiuvante, i fattori prognostici (Ki67) e lo stato recettoriale anche sulla core biopsy.
Le pazienti saranno riviste subito prima dell’intervento dal chirurgo e dal radiologo per valutare modificazioni cliniche e per l’esecuzione di un’ulteriore ecografia per valutare la dimensione della lesione e apporre un reperage se necessario (t1).
I risultati definitivi saranno sul pezzo operatorio in termini di riduzione del Ki 67. In ciascuno dei casi, le riduzioni saranno prese in considerazione solo se pari o superiori al 10% della misura iniziale.
Verrà inoltre valutata la presenza di tessuto fibroso. Se vi sarà una risposta in almeno il 20% dei casi si passerà alla fase II.

STATO DI AVANZAMENTO AL 31/12/2019

Stesura definitiva del protocollo e presentazione dello studio al Comitato Etico Interaziendale (CEI) Città della Salute e della Scienza di Torino in data 04/07/2016. Approvazione CEI pratica CS/1053 del 23/11/2016 e autorizzazione aziendale con deliberazione n. 1424/2016 del 2 dicembre 2016. Il 28.12.2016 si è svolto un primo incontro per attivazione pratica dello studio, con gli operatori coinvolti nella fase pilota.

Lo studio ha avviato la fase operativa nel febbraio 2017. Nel corso dell’anno i radiologi di screening hanno selezionato 14 pazienti potenzialmente eleggibili di cui: 4 non aderenti; 5 non conformi ai criteri di inclusione; 4 aderenti che hanno concluso il percorso di restrizione  preintervento; 1 aderente, esclusa per mancata compliance.

Il numero di casi giunti alla nostra osservazione nel 2017 che hanno completato il percorso è limitato, ma dai dati preliminari si può dire che: per tutte le pazienti si è riscontrato un modico decremento ponderale che ha interessato principalmente la massa adiposa viscerale, come dimostrato dalla variazione della circonferenza vita (mediana -5 ; cm range -9,5 -3).

Per quanto riguarda la risposta patologica si può riportare che da un punto di vista clinico subito prima dell’intervento tutte le lesioni non risultavano più palpabili.
Sotto il profilo radiologico si è verificata una riduzione della lesione riscontrata ecograficamente.
A livello anatomopatologico non è ancora possibile fornire dati statisticamente significativi visto il numero esiguo dei casi finora analizzati.

Nel 2019 sono stati analizzati i dati raccolti durante la fase pilota. In tutti i casi si sono ottenuti miglioramenti dei parametri metabolici e riduzione della dimensione e dell’aggressività della lesione ed è emerso che il periodo di attesa è sufficiente a modificare alcune caratteristiche della lesione, nel senso di riduzione delle dimensioni e dell’aggressività biologica (tempo di raddoppiamento). E’ emerso inoltre che la riduzione della lesione non è misurabile con ultrasonografia poiché è difficile distinguere la lesione cicatriziale residua dal tessuto tumorale. La riduzione della lesione è invece rilevabile clinicamente: in particolare la lesione da edematosa ed espansiva, tende ad assumere un atteggiamento “retraente”. Alla luce di quanto evidenziato dalle analisi si è deciso di procedere con la fase II, già prevista dal protocollo pilota, mediante l’attivazione di uno studio randomizzato su 200 pazienti provenienti dal programma di Screening oncologico Prevenzione Serena (100 per braccio). Verranno reclutate le pazienti con diagnosi dimostrata (RM e agobiopsia) di tumore invasivo unifocale della mammella, sia palpabile che non palpabile, nell’ambito del Programma di Screening Mammografico Prevenzione Serena.
Nel mese di dicembre 2019 è stato inviato al CEI la bozza di protocollo di attivazione della fase II per l’approvazione degli emendamenti.

COLLABORATORI

Luisella Milanesio (fase pilota e fase II), Isabella Castellano (fase pilota e fase II), Concetta Finocchiaro (fase II), Simona Feira, Caterina Anatrone.

PUBBLICAZIONI

Attese al termine del progetto.